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Comunicato stampa N° 576 del 13/5/2008

i dati sulla presenza di immigrati clandestini
cavicchioli: ”responsabilita’ della legge bossi-fini”

«Quando ci si accanisce contro il fenomeno che si è contribuito a creare, è lecito pensare che non sia tutto frutto di casualità”. Così commenta Gianni Cavicchioli, assessore al Lavoro, alle politiche giovanili ed all’immigrazione della Provincia di Modena, lo studio sulla presenza degli immigrati clandestini pubblicato dal Sole 24 ore che vede Modena al terzo posto.

“La legge Bossi-Fini – afferma Cavicchioli - non può che creare clandestinità: qual è quel datore di lavoro che assumerebbe chiunque, ingegnere, manovale o badante che sia, senza prima averne visto almeno il colore degli occhi? Come si può pensare di far “selezionare” attraverso ambasciate o consolati le persone idonee a svolgere lavori per la maggior parte di pura manovalanza ? Questa legge - continua Cavicchioli - conferma quindi di essere stata fatta per dare risposta agli umori e non ai bisogni della nostra società e, forse, anche per alimentare quegli stessi umori: un lavoratore straniero regolare fa meno paura di un lavoratore straniero clandestino, anche se li differenzia soltanto il tempo con il quale hanno avuto il permesso di soggiorno. In verità li differenzia un’altra cosa: il regolare può esserlo anche dal punto di vista del rapporto di lavoro, il clandestino deve accettare qualsiasi tipo di condizione lavorativa, cosa che non sembra dispiacere a tutti, visti i risultati delle attività ispettive degli ultimi tempi».

Secondo Cavicchioli «ora Leoni può dire che i clandestini sono troppi. Già una dichiarazione di questo tipo dà l’idea di un personale concetto di legalità, come che se fossero meno sarebbero accettabili. Io credo invece che la clandestinità non debba esistere, sono anche d’accordo che serva un giro di vite, ma nei confronti di quei clandestini che non lavorano;  per quelli invece che lavorano occorre individuare meccanismi di emersione dalla clandestinità e dal lavoro nero, anche nell’interesse dei loro datori di lavoro, imprese e famiglie, che sarebbero i primi ad essere danneggiati da generici provvedimenti di espulsione. Forse a Leoni è sfuggita una cosa: Modena, come le due province che ci precedono, non mi pare sia particolarmente ricca di coste dove è facile arrivare clandestinamente, è invece ricca di opportunità di lavoro ed è questo il motivo per cui viene scelta più di altre. Contribuendo così alla crescita della nostra economia e della nostra ricchezza, non vedo motivo che non sia demagogico per cui non debbano poi godere dei servizi indispensabili di cui tutti i cittadini modenesi fruiscono. Se poi vogliamo aprire un dibattito serio se questo nostro livello di crescita demografica sia sostenibile rispetto alla quantità e qualità dei servizi offerti ed alle risorse disponibili  lo si può, anzi lo si deve fare, ma con l’obiettivo opposto rispetto alla dialettica di oggi: dare sicurezza e tranquillità a tutti rispetto al futuro».

Scheda informativa

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Data comunicato
13/5/2008
Numero
576
Ora
17
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Ufficio di riferimento
ufficio: ·› Area Amministrativa
··› Servizio Affari Generali e Polizia Provinciale
···› Ufficio Stampa
Proprietà dell'articolo
autore: ufficio stampa
data di creazione: martedì 13 maggio 2008
data di modifica: martedì 13 maggio 2008