Comunicato stampa N° 151 del 28/2/2012
«Qualificare meglio e focalizzare le competenze dei giovani per riportarle nel sistema produttivo puntando sulla crescita delle capacità». È questo l'obiettivo delle politiche giovanili per le quali la Regione Emilia Romagna, ha spiegato Patrizio Bianchi, assessore regionale a Scuola, Formazione professionale, Università e ricerca, Lavoro, la Regione ha stanziato, all'interno del Patto per lo sviluppo, 20 milioni di euro per la qualificazione delle competenze e altri 20 per l'apprendistato da investire sull'intero territorio regionale. L'intervento dell'assessore Bianchi ha concluso il convegno "I giovani modenesi tra istruzione professionale e lavoro: linee di tendenza e politiche di intervento", che si è svolto martedì 28 febbraio nella sala del Consiglio provinciale, nel quale sono stati illustrati gli indirizzi prioritari delle politiche per i giovani della Provincia di Modena. Gli obiettivi, illustrati da Francesco Ori, assessore provinciale alla Formazione e Lavoro, sono: potenziare gli strumenti di orientamento scolastico e professionale e le azioni contro la dispersione scolastica; garantire in modo continuativo l'alternanza scuola lavoro; consolidare le competenze tecniche attraverso la formazione post diploma e proseguire l'investimento sulla valorizzazione della scelta verso gli istituti tecnici e professionali; accompagnare i giovani nella creazione d'impresa.
Le linee di intervento sono state elaborate sulla base del contesto evidenziato dall'incrocio di dati sulle scelte di istruzione e formazione dei giovani modenesi e sui livelli di occupazione che mostrano come il tasso di disoccupazione sia generale che giovanile della provincia di Modena sia più alto della media regionale (il 27 per cento contro il 22 regionale nella fascia 15-24 anni) e come la crisi del manifatturiero abbia colpito soprattutto chi aveva un contratto a tempo determinato e professionalità non strategica. «Possiamo interpretare i dati del report - afferma Elena Malaguti, assessore provinciale all'Istruzione e Politiche giovanili - attraverso tre parole chiave: la prima è "scoraggiamento", perché sono molti i giovani che hanno rinunciato a cercare lavoro e non sono inseriti in un percorso scolastico o formativo. La seconda parola chiave è "diploma" come condizione necessaria per l'accesso dignitoso al mondo del lavoro. La terza è "lavoro atipico" che, come sappiamo, penalizza particolarmente i giovani, accompagnandosi a una formazione medio alta e a retribuzioni basse. Elementi - ha concluso l'assessore - che ci dicono che la questione "giovani" deve essere affrontata in modo sistemico sui fronti lavoro, scuola e inclusione sociale».
«Abbiamo bisogno di interrogare i giovani sui loro desideri e su cosa vogliono fare da grandi, ma dobbiamo soprattutto tornare a incentivare quella propensione al rischio la cui perdita è uno dei danni peggiori per il nostro territorio». Incentivare la propensione al rischio insieme alla costruzione di nuovi lavori per nuove competenze sono, come ha spiegato ancora Ori, gli obiettivi di un programma che sarà messo a punto con la Regione.
Data comunicato | 28/2/2012 |
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Numero | 151 |
Ora | 13 |
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ufficio: |
·› Area Amministrativa ··› Servizio Affari Generali e Polizia Provinciale ···› Ufficio Stampa |
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autore: | Ufficio stampa |
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data di creazione: | martedì 28 febbraio 2012 |
data di modifica: | martedì 28 febbraio 2012 |