Comunicato stampa N° 398 del 24/04/2003
Negli spot che a livello nazionale promuovono la campagna per il Servizio civile, nell’ambito del quale si svolge anche l’esperienza dei tutor, i volontari si chiamano Chiara e Luca e nella nuova serie incontrano una nuova volontaria, Sara, che sta prendendo servizio in una casa accoglienza per bambini disabili.
I modenesi "Chiara e Luca", invece, si occuperanno degli studenti disabili nelle scuole superiori occupandosi in particolare dell’integrazione tra il percorso scolastico e le attività fuori della scuola, ma anche supportando l’apprendimento dello studente attraverso l’aiuto nell’esecuzione dei compiti a casa, nella partecipazione alle attività di laboratorio, nell’integrazione nella classe, nel gruppo dei pari, nelle situazioni culturali, sportive e ricreative del territorio. "Il tutor, insomma, corrisponde a una figura dalla forte carica volontaristica e vocazionale – spiegano i responsabili del progetto – in grado di prendersi cura di una persona, quasi coetanea, per aiutarla attraverso la costituzione di rapporti di amicizia in cui convergono le sue capacità personali, ma soprattutto la sua disponibilità umana. In tal modo egli assolve alla funzione di motivare lo studente in situazione di handicap e di facilitare il superamento di situazioni difficili collegabili a problemi relazionali e affettivi".
Il progetto, che parte dal 3 giugno con l’attività di formazione e prosegue per tutto il prossimo anno scolastico, è riservato a ragazze tra i 18 e i 26 anni e a ragazzi della stessa età riformati per inabilità al servizio militare.
La formazione ha tra gli obiettivi "la trasformazione delle richieste di comunicazione e di relazione provenienti dai giovani – aggiungono i responsabili – in scelte volte alla socialità, all’inclusione sociale e al confronto tra diversità, ma si propone anche di sviluppare la capacità di autovalutazione e di responsabilità verso sé e gli altri, così come di offrire elementi di conoscenza specifica sulle tematiche dell’handicap, fisico e mentale, tali da mettere in grado il volontario di affrontare con cognizione di causa il ruolo che è chiamato a svolgere".
Al termine dell’esperienza è prevista la definizione di una "Dichiarazione di competenze" da parte della Provincia (servizio Formazione professionale) valida per ottenere eventuali crediti formativi e, comunque, per certificare la professionalità e l’esperienza acquisita con una modalità valida per essere inserita nel curriculum e riconosciuta da enti pubblici e privati.
Data comunicato | 24/4/2003 |
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Numero | 398 |
Ora | 12 |
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data di creazione: | giovedì 24 aprile 2003 |
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data di modifica: | giovedì 25 agosto 2005 |